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Full text of "Le astuzie femminili; opera comica in due atti, divisi in quattro parti"

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ASTUZIE  FEMMINILI 

OPERA  COMICift  IH  DUE  ATTI 

DIVISI  IN  QUATTRO  PARTI 

MUSICA 

Composta  iieir  suino  1984 

Rnppresentata  nel  Teatro  Filarmonico  di  Napoli 
nel  Carnevale  del  1871. 

11  libretto  è  sfalo  per  quelle  scene  ridotto 
da 

lilixrieo  Oolisolani 


Dritti  di  Autore  di  T.  Cotti  au 
rieir  Italia  e  nell'  Estero 
per  la  stampa 
«  per  la  rappresentazione, 
'tf^lla  niiisjjpa  e  d?»lla  poesia. 


Ke{.;ÌJ5traziorie  N,  1285 
;\1  Ministero  di  Agr.  Ind. 

e  Commercio, 
per  gii  eil'elti  della  Legge 
-^5  giugno  1865, 
«e  de* Ti  ;>tt4\!ti  Internazionali. 


-"x^MMLlMENTO  MUSICALE  T.  COTTllAU 


LE 

ASTUZIE  FEMMINILI 

OPERA  CO]«ai€A  IJV  DUE  ATTI 

DIVISI  IN  QUATTRO  PARTI 

MUSICA 

IDI  aXl^Jì^lEòO&Jt^ 

Composta  neir  asiRO  1784 

Rappresentata  nel  Teatro  Filarmonico  di  Napoli 
nel  Carnevale  del  1871. 

Il  libretto  è  stato  per  quelle  scene  ridotto 
da 

Eixr^ico  Oolisoiaxii 


Dritti  di  Autore  di  T.  Cottrau 
neir  Italia  e  nell'  Estero 
per  la  stampa 
e  per  la  rappresentazione, 
della  musica  e  della  poesia. 


Registrazione  N.  1285 
al  Ministero  di  Agr.  Ind. 

e  Commercio, 
per  gli  effetti  della  Legge 
25  giugno  1865, 
e  de' Trattati  Internazionali. 


STABILIMENTO  MUSICALE  T.  COTTRAU 
Napoli.  —  Piazza  S.  Ferdinando  45. 


PERSONAGGI 


Il  signor  Giampaolo,  possidente  Napoletano 
Bellina,  pupilla  del 
Dottor  Romualdo 
Filandro  , 

Ersilia,  confidente  di  Bellina 
Leonora,  governante 


La  scena  è  in  Roma. 


3 


ATTO  r*I^IMO 


Una  stanza  in  casa  di  Bellina,  Porta  in  fondo 
ed  a  dritta. 

SCENA  1. 

Dottor  Romualdo j  con  una  carta  tra  le  mani,  Filandro  e 
Bellina,  tutti  seduti.  Ersilia  in  piedi. 
Bom.  (a  Bel.)  lo  ho  già  letto,  ed  ho  riietto  : 

Non  c'è  equivoco  ma  è  schietto. 
È  del  padre  tutta  vostra, 
La  grandiosa  eredità. 
Ma  con  questo,  eh'  abhia  effetto 
Il  contratto  nuziale 
Stabilito  con  quel  tale 
Che  da  Napoli  verrà. 
IVs.       Ma  se  quel  non  le  piacesse? 
FU,       Ma  se  alfin  non  lo  volesse? 
Bom.     In  tal  caso,  solamente. 

La  legittima  le  dà. 
Bel.       E  siffatto  testamento 

Annullar  non  si  potrà? 
Bom,     Dei  statuti  il  sentimento 

In  contrario  per  voi  stà. 
Ers.       Io  dirò  che  voi  sbagliate. 
FU.       Sì  sbagliate,  Dottor  caro  1... 
Bom.     Son  Dottore,  e  non  somaro!  (alzandosi) 
Baldo  e  Bartolo,  ho  studiato. 
In  utruque  laureato 
Fo  nel  mondo  autorità  ! 
E  a  un  mio  pari  dir:  sbagliate, 
^   E  una  gran  temerità  ! 
Bel.       V'acchetate,  mio  Dottore! 
Bom.     No,  non  sbaglio,  no^  signore! 
Bel.     Io  per  me  di  \oì  mi  fido 


4 

Bom.       No,  non  sbaglio,  e  me  ne  rido!. 
FU.  Bel.  Ers.Vì'à^  non  più,  non  v'accendete^ 

Ma  pensiamo  con  quiete 

A  far  quel  che  si  potrà. 
Hom»       No,  non  sbaglio,  ve  Tho  detto! 

Nelle  leggi  io  son  provetto  ! 

Ogni  Giudice  lo  sa!... 
Il  codice  prendiamo... 
FU.  Basta:  basta: 

Sbagliamo  noi:  perdono!... 
Bel.        E  intanto  in  questo  caso  disperato 

Che  deggio  far? 
Ers.  ^    Pregar  il  ciel  pietoso 

Che  per  viaggio  crepar  faccia  lo  sposo, 
Beh        Sprecar  sarebbe  il  fiato. 

Il  mio  futuro  sposo  è  già  arrivato  ! 
Bom.      (Oh  per  bacco  !... 
FU,        {con  dolore)      Che  sento  ! 
Bel.  All'arte  allora 

Soccorso  cercherò:  farò  di  tutto 

Perch'egli  fugga  via!.,. 
Ers.       lo  sono  pronta  a  far  la  parte  mia!  (esce) 
Rom,      Baldo  questo  non  vieta,  e  anch'io  v'ajuto. 

(Io  tutte  l'arti  adoprerò  del  foro, 

Per  non  perdere  in  lei  bellezza  ed  oro!  ) 

(esce) 

FiL       Ecco  adesso  finita,  ogni  lusinga 

Di  poter  conseguirvi  —  Addio  per  sempre, 
Adorata  Bellina! 
Bel.        Ah!  no,  Fihmdro  caro,  ancora  estinta, 
Non  è  già  la  speranza. 
Ilo  spirito,  ho  coraggio,  ed  ho  costanza I 
FU,        Non  più,  non  più  kisinghe: 
Lasciatemi  paitire. 
Mi  sento,  oh!  Dio!  morire. 
Ma  deggio  vi  lasciar. 
Bel.        No,  no,  non  partirete 

Se  mi  bramale  in  vita. 
Son  ri  so  hi  ta,  e  ardita  : 
Lasciatemi  pensar!... 
A  2.       Qual  smania  in  petto  io  sento! 


5 


Che  rabbia!  che  tormento! 

Mi  sento  tutta  in  seno, 

Quest'anima  agitar!... 
FiL        La  vista  d'un  rivale, 

Non  voglio  sopportar. 
Bel.        Restate  sempre  uguale. 

Non  state  a  dubitar. 

Se  siete —  a  me  fedele, 

M'avete — a  secondar. 
FU.        Ma  lo  sposo  è  già  arrivato. 
Bel,        Ma,  P  anello  non  ho  al  dito 
FiL        Ma  l'affare  è  disperato... 
Bel.        Ma  l'affar  non  è  finito, 
A  2.       Qual  smania  in  petto  io  sento. 

etc.  etc. 

{FU.  esce) 

SCENA  IL 

Ersilia  e  detta.  Indi  dal  fondo  Giampaolo. 

Ers.       V  è  un  signore,  alla  porta,  e  di  voi  chiede. 

(a  Bel.) 

Bel.        Ei  sarà  certo  il  fidanzato  mio. 

Vieni  e  m'ajuta  un  pò  col  tuo  talento 
Per  fargli  il  meritato  accoglimento! 

{esce  con  Ers.) 
Giam.  {entra  guardando  d'intorno,  indi  dice) 
Son  curioso  di  vedere, 

Della  sposa  mia  la  faccia, 

0  mi  piaccia,  o  non  mi  piaccia 

Me  la  devo  giìi  mandar. 
Qui  si  tratta  d'  una  sposa 

Che  denari  assai  mi  porta. 

Che  sia  gobba,  o  pur  sia  storta, 

Me  la  faccio  dirizzar! 
Zitto. ..zitto... finalmente... 

Di  qua  sento  venir  gente... 

Posso  almeno  domandar. 


6 


SCENA  III. 

Ersilia,  Leonora,  Romualdo,  e  detto 

Già,,  Servo  umilissimo!  fad  Ers,  che  esce  per  la  prima) 
Ers,  Cosa  volete  ? 

Di  chi  cercate?.,  chi  domandate  ? 

Tempo  da  perdere  con  voi  non  ho!  (entra) 
Già,       Ma  se  fuggite — e  non  sentite 

Come  diavol  parlar  potrò  ? 

Quella  ragazza  sarà  servente. 

Cosi  mi  lascia,  nè  sa  chi  son 

Voglio  bussare  —  e  tempestare 

Cosi  qualcuno  uscir  farò. 
Leo.  Ers.  (uscendo)  Chi  è  questo  beli' umore 
Che  viene  a  far  rumore 
Con  tanta  inciviltà? 
Già.       Cospetto!  mia  Padrona!.,  (a  Leo.) 

(Costui  come  è  qua!)  (guardando  Boni.) 

Io  son  quella  persona 

Che  lei  comprende  e  sa. 
Rom,      VMntendo,  si,  v'intendo, 
Leo.        Capisco,  si  capisco! 
Ers.       Signore,  vi  son  serva 
Leo.       Signor,  vi  riverisco! 
Già.       Signori,  io  mi  stupisco  : 

Che  scena  è  questa  quà? 
Leo.  Ers,  Rom.  Siete  voi  quella  persona? 

Ah,  ah,  ah,  ah,  ah,  (escono  L.  ed  Ers.) 
Già.       Si  fan  beffa  di  me!...  attenda  un  poco. 

Mio  signore  !  (Firmando  Ro.) 
Rom.  (Per  bacco!  io  lo  conosco!) 

Già,       Signore  ospidaliere !.. 
Rom.  Zitto.,  chiamami.. 

Qui  il  dottor  Romualdo! 
Già.       Dottor  tu,  che  il  servente 

All'  ospedal  di  Napoli  facevi  ? 
Hom.      E  a  forza  di  sudore 

Adesso  son  Dottore! 
Già.       Sia  quel  che  voi  —  ma,  di,  dov'è  la  sposa? 


7 


SCENA  IV. 

Bellini,  e  detti. 

Rom.  Eccola!  (Be,  s'inchina  modestamente) 
Già,        Ohi  alfin!  vezzosa 

Signorina,  lo  sposo  destinato 

A  lei  dal  suo  Papà  la  riverisce!..  {Be.  s'inchina  c.s.) 
t^Ma  dico!..  Té  una  sposa  {piano  a  fìo) 
Che  non  parla? 
Barn,  (E  assai  timida! 

Ma  lascia  fare  a  me)  Che  c'è,  Bellina, 
Poco  gradito  effetto 
Il  signore  vi  fè  ? 
Bel.  (con  spirilo)       Chi  ve  l'ha  detto? 

Sono  allegra,  son  conlenta 

Dello  sposo  che  vedete 
Egli  è  un  uom  se  non  sapete. 

Che  il  mio  genio  va  a  incontrar. 
Egli  è  pronto  presto  presto 

Di  sbrigarmi  da  ogni  noja. 

Ed  un  altro  io  tutta  gioja 

Andrò  subito  a  sposar 
Dopo  voi  già  ho  preparato, 

A  quest'ora  un  uffiziale.  , 

Ho  nel  petto  un  cor  marziale, 

E  alla  guerra  voglio  andar. 
Ma  già  un  colpo  di  moschetto 

Me  lo  toglie..,  oh  poveretto. 

Ed  io  allor  che  avrò  da  far? 
Per  tre  di  la  tista  sorte 

Piangerò  di  quel  meschino.. 

Ma  un  maestro  ballerino 

Mi  sta  dopo  ad  aspettar. 
Per  me  il  ballo  è  un  gran  piacere. 

Non  mi  posso  trattenere 

Se  si  nomina  il  ballar!.. 
Alla  fine  un  giovanotto 


8 


Di  collegio  appena  uscito. 
Sarà  r  ultimo  marito 
Ch'io  mi  voglio  ritrovar! 

{Be.  esce  con  Ro,) 

SCENA  V. 

Leonora,  e  detto. 

Già.  (sorpreso) 

Così  parla  una  sposa  al  fidanzato? 

Qual  asino  trai  suoni  io  son  restato  1 
Leo.  (  uscendo  sottovoce  dice  in  fretta  a  Già.  ) 

Signore  —  vi  son  serva  —  io  del  dottore 

Son  la  governatrice  —  ed  ei  promessa, 

Mi  diè  di  matrimonio  —  ma  l'iniquo 

Ama  Bellina  eh'  è  la  sua  pupilla 

E  sposarla  vorria. 
Già.  (Oh!  maledetto) 

Ospedalier  !. 
Leo.       (c.  s.)       Di  più  v'  è  un  suo  cugino 

Questi  ch'or  vien  di  là  —  che  pure  l'ama 

E  aspira  alla  sua  mano. 

Quindi  all'erta,  signore! — state  sano! 

(esce) 

Già,  Ah!  sposina  del  diavolo!.,  vi  voglio 
Tutti  ammazzare!.. 

SCENA  VI. 

Filandro,  e  Giampaolo,  indi  Romualdo 

P'^^'  (È  certo  il  mio  rivale!) 

Buon  di,  signore,  di  Bellina  forse 

Lo  sposo  eir  è  ? 
Già.  {con  ipocrisia)  Cioè.,  lo  sarei  stato. 

Ma  ora  ho  penetrato 

Che  al  tutor  diè  parola  di  sposarlo, 

Quindi  non  vo  saperne. 


9 


FU  Al  suo  tutore  ? 

Possibil  ? 

Già,  Ve  lo  giuro. 

FU,  Ah  !  e  dov'  è  un  ferro  ? 


Già,  (cavando  uno  siile  ilo  e  dandolo  a  FiL) 

Eccolo...  ei  vieu...  senza  pietà  lo  scanna!... 

(andando  incontro  a  Ho,  die  enira,  gli  dice  piano) 
Non  sai  la  novità  ?  lascio  Bellina  ! 

Rom,  Che!.. 

Già.        Seppi  uientemen  che  dessa  è  cotta. 

Per  quello  là!  (indicando  FU.) 
Rom,  Ah  !  birbante  ! 

Già.  Che  cos'  hai  ? 

Rom.       Sappi,  giacché  tu  v'  ahi  rinunziato, 

Che  Bellina  adorava,  ma  di  lui 

Nulla  sapeva. 
Già.  Vuoi  finirla  ? 

Rom.  Oh!  bella  !.. 

Già,         Bruciagli  le  cervella  ! 

(cava  una  pillola  e  gliela  da) 

Ed  ora  a  voi  !..  (si  irae  in  fondo) 
FiL  (avanzandosi)  Dottor  r 

Rom,  Sig.  Filandro, 

Bellina  è  mia. 
FU.        No,  è  mia. 

Ro?7i.  Va,  la!  non  farmi 

11  gradasso  1 
FiL  Buffone,  all'  armi  ! 

Rom.  All'armi  !... 

FU.        Tu  cadrai  per  questo  ferro  ! 
Rom.       Avvampar  ti  vo  di  foco  1 
a  2.       Non  v' è  scampo,  non  v'è  loco, 

Che  ti  possa  liberar!. 
Già,       (Oh  !  cospetto  !  qui  davvero, 

Pare  a  me  che  voglian  far! 
FU,        A  te  fido  !  (a  Già,) 
Rom.  Caro  amico  !  (a  Già.) 

Già.       Non  temer!  (a  Già.)  Son  qui,  ti  dico! 

a  (FiL) 

FiL       (Ah  !  quel  fuoco  maledetto 
Fa  tremarmi  e  traballar! 


10 

Roni.      (Qiiel  coltello  maledetto. 

Fa  tremarmi  e  traballar  ! 
Già,       (Oh!  che  nobile  terzetto. 

Qui  tremando  siamo  a  far  ! 

SCENA  VII. 

Bellina,  Leonora,  e  detti. 

BeL        Ma  eh'  è  questo  ? 

Leo,  Ma  eh' è  questo? 

BeL        Lei  mi  sembra  un'imprudente!  (a  Già) 

Be.  Le*   Che  baldanza  è  questa  qua? 

Già.       Come  siete  impertinente  ! 

E  lasciateli  scannar  ! 
Ro,  FU.  Impunito  non  andrai  : 

Ci  vedrem  :  non  mancherà. 
Le,  Bel.  Basta,  basta:  è  tempo  ormai 

Di  non  far  pubblicità  ! 
Beh       Tu,  Filandro..  Sor  Dottore. 

Dite  almeno  voi,  signore,  {a  Già) 

Perchè  lite  si  fa  qua  ? 
FU.        Ingrata,  T  intendo — le  astuzie  comprendo. 

Nel  barbaro  core — non  hai  fedeltà. 

Tradirmi,  sprezzarmi  —  schernirmi,  cambiarmi! 

Oggetto  si  fiero  non  vo  più  guardar  ! 
BeL        Cosa  dite...  ?  quel  signore 

Favellate  !  (a  Già)  o  mio  Dottore 

Ch'io  meschina     eh' io  tapina. 

Più  confusa  mi  son  già. 
Itom.       Pupilla  malnata  —  sei  rei  già  convinta, 

Sarai  processata  —  ti  vo  confiscar. 
Mi  burli,  m' imbrogli^  mi  tratti  da  zucca. 
Un  uom  di  parrucca  —  non  sai  rispettar. 
BeL     .  Deh!  dimmi,  tu,  amicai 

(a  Leonora) 

Leo.        Lo  sposo  vel  dica: 

Lasciatemi  star. 
Già.       Ah!  sposa  falsaria  —  è  chiara  1' accusa! 

Sei  vinta,  confusa  —  non  vo  dubitar. 


11 


C'è  questo,  c'è  quello — in  vostra  malora 
Via,  sloggi  signora  — per  me  lei  non  fa. 
Tutti      Che  garbuglio!...  che  scompiglio 
S'  è  confusa  la  mia  testa. 
Una  lite  più  funesta 
Non  potevasi  intrecciar. 

{escono  tutti  meno  Rom.) 


PARTE  PRIMA 


Giardino.  Gruppo  d'  alberi  in  mezzo.  A  sinistra  Casina 
con  finestra  praticabile. 


SCENA  I. 


Romualdo. 

Rom.      Ah  !  non  ne  posso  più  !  la  troppa  bile 
Lo  stomaco  m'ha  tocco  !  ma  l'avranno 
Da  far  tutti  con  me, 

{sedendo  ed  asciugandosi  il  sudore) 


SCENA  IL 

Ersilia  e  detto. 

Ers,  Signor  Dottore  ! 

Che  cos'  è  mai?  dagli  occhi 

Vi  vedo  schizzar  fuoco  ! 

Che  avvenne  con  Bellina?  dite  un  poco. 
Rom,      Vengono  circoscritti 

Gli  effetti  delle  nozze  di  Bellina 

Per  fatto  criminale, 

Che  decider  dovrassi  in  TribunalOc 
Ers,       Davvero  !  oh  !  quanti  guai  ! 

Eh  !  buon  per  me,  Dottore  mio  garbato, 

Che  lungi  sto  d'  amore 

E  assoluto  dominio  ho  sul  mio  core. 
D'amor  la  face 


12 


Turba  la  pace, 
E  toglie  al  core 
La  libertà. 
E  il  Sor  Dottore 
Quel  pizzicore 
So  che  nel  petto 
Provando  va. 
Rom,      Si,  si,  burlami  pure  —  Ho  decretato 
Bellina  vo  malgrado  questo  e  quello, 
E  le  sentenze  mie  son  senza  appello!.. 

(esce) 

SCENA  III. 

Leonora  dal  fondo,  Ersilia. 

Leo,  ^     Vieni  Ersilia,  tu  pur  servir  dovrai 

Alla  bella  commedia 

Che  bellina  allo  sposo  qui  prepara 

Col  suo  Filandro. 
Ers,,       Dunque  rappaciati 

Son  dessi  ? 
Leo.       Si  Bellina 

L'  amante  persuase,  che  la  scena 

Di  poco  fa  (li  cui  t'ho  già  parlato 

Fu  del  Napoletan  solo  un  astuzia 
Ers.  Davver! 
Leo.        Più  non  tardiamo 

Ed  il  resto  saprai 
Ers.        Ti  seguo  andiamo. 

SCENA  IV. 

Filandro,  indi  Bellina,  infine  tutti  come  verranno  indicati. 

FU,        Qui  dolcemente  spira 

Soave  zeffiretto  : 

Venisse  il  caro  oggetto 

Quest'alma  a  consolar! 
Bel.       Qui  dove  a  voi  s'  aggira 


l3 

Trai  rami  l'augelletto, 
Venisse  il  mio  diletto 
Che  il  cor  mi  fa  penar  l 
FiL        Amata  mia  Bellina 
Bel.       Filandro,  mio  tesoro. 
a  4.       Per  te  languisco^  e  moro 

Sto  sempre,  a  sospirar! 
Leo.       {accorrendo  dal  fondo) 

Vi  vengo  a  dire,  Bellina  cara, 

Che  un  grosso  danno  vi  si  prepara. 
Io  ve  V  avverto,  allerta  statevi 
Che  D.  Giampaolo  come  un  diavolo. 
Vi  va  cercando  di  qua,  e  di  là. 
Bel.  e  FU.      0  noi  meschini  —  o  noi  tapini! 

Presto,  solleciti  fuggiam  di  qua. 
Ers.       (accorrendo  dal  fondo) 

Vi  vengo  a  dire  con  secretezza, 
Che  tutto  furia,  che  tutta  asprezza 
Lo  sposo  adesso  qui  viene  armato, 
Un  brutto  schioppo  ha  caricato. 
Ed  a  momenti  v'ammazzerà. 
Bel.  e  FU.       Ove  mi  salvo?  ove  m'asconde? 
Ers.  e  Leo.       lo  mi  confondo  —  mi  perdo  già! 

(si  celano  dietro  il  gruppo  d'alberi  meno  Leo.  che 
entra  nella  Casina  ) 
Giampaolo      (dal  fondo  con  uno  schioppo  in  mano  ) 
Zitto,  zitto,  cheto,  cheto 
Tra  le  siepi  ,  e  le  verdure 
Trovar  voglio  chi  indiscreto 
Un  mio  pari  corbellò. 
Nè  si  creda  la  marmotta 
Ch'  io  la  spari  per  finzione 
Ma  la  botta  saia  botta 
Che  giammai  lei  non  provò  ? 
Bel.       (Me  meschina!.,  come  ò  armato! 

Tremo!  oh  !  Dio  !  mi  manca  il  fiato. 
Sento  il  piè  già  traballar! 
Giam.    Chi  mi  sente  qui  di  dietro  ? 

(vedendo  Bel.) 

Bel.  Ah!  Signor!  pietà!  pietà! 
Giam.     Or  non  posso  più  sparar! 


14 


Bel.       (Avvilito  s'è  di  già!) 

Giam.     Tu  di  sposarmi  tenevi  l'obbligo, 

Or  scritturali,  tutori,  e  cancheri 

Perchè  mi  seccano?  dimmi  ora  qua. 
Bel,       lo  voglio  attendere  ora  al  contratto,  - 

Colà  seguitemi:  il  tutto  è  fatto 

{indica  la  casino) 

Il  matrimonio  son  presta  a  far. 
Giam,     Or  mi  risusciti  in  verità  ! 

Giam.  (S'  avvia  nella  Casina  e  sale»  Bel.  rimane  in 

iscena) 

Leo,  (di  denlro  la  Casina) 

Gente...  gente...  qui  accorrete 
Gente...  gente...  aiuto...  aiuto, 
Che  assalita  —  io  sono  qua. 
Bom,  {accorrendo  dal  fondo) 

Cosa  ? 

Bel.  Come  ? 

Ers.  Che  vi  avvenne*? 

FU.       Che  fracasso  è  questo  qua? 

Leo.  (uscendo  nel  giardino) 

Un  armato  malandrino, 

Grave  oltraggio  fatto  m'ha. 
Bel.  Ers.  FU.  Ah!  dov'è  quest'assassino? 
Boni,  Dove  sta  quel  malandrino  ? 

Leo.  Lo  vedete  —  eccolo  qua. 

(iìidica  Giampaolo  che  comparisce  alla  finestrina 
della  Casina) 
Giam..  Cosa  dici?  per  pietà!. 

Tul.  meno  Giam.  Oh  !  ribaldo,  seduttore, 
Alle  femmine  l'onore 
Vieni  armato  ad  insultar  1 
Giam.       Sta  ubbriaco  il  Sor  Dottore  ! 
(dalla  finestra) 

Ora  io  scendo,  e  le  signore, 
Voglio  bene  consolar!... 
FiL       Fa  per  me  quest'  accidente  ! 
Bom.      Io  ci  ho  gusto  veramente  ! 
FU.       Già  Bellina,  il  colpo  ha  fatto, 
Bom.      Più  vigor  non  ha  il  contratto. 
FU.       Quel  scioccone  manifesto, 


Più  rivai  non  mi  sarà. 
Hom,      Mi  prolesto  mi  protesto 

Ch'egli  sposo  non  andrà. 
Ers.  Bel.  {ridendo) 

Che  piacere  !  Che  diletto. 
E'  i  merlotti  a  corbellar  ! 
{venendo  m  iscena) 
Giam.  Ah  !  briccone  sfacciatene, 

Paventate  il  furor  mio. 
Non  si  fan  tai  bagattelle 
A  un  signor^  come  son  io  1 

10  v'  ammazzo,  quanti  siete. 
E  per  Roma,  affé  vedrete^ 

11  diavolo  ballar  !... 

Tilt,  meno  Già.  Taci  o  là  :  la  cosa  è  .trista.  . 

Testimoni  siam  di  vista. 
Per  te  scusa,  non  ci  sta! 

Giam,  Ma  lasciatemi  parlar  !... 

Tulli  Zitto...  zitto...  via  sentiamo  ^ 

Quent'  imbroglio  come  va. 

Giam.  Questa  qua  là  m'  ha  mandato. 

Là  quest'  altra,  ci  ho  trovato, 
Io  salendo,  essa  gridando 
Voi  venendo  in  comparendo. 
Son  creduto  un  birbaccione, 
E  frattanto  la  ragione, 
Non  poss'  io  neppur  contar... 

Tutu  Assassino...  malandrino 

Zitto,  zitto,  zitto  là. 
Non  si  badi  più  a  far  ciarle: 
Farem  quel  che  si  conviene  ! 
Questo  è  un  fatto  che  ben  bene. 
In  giudizio  deve  andar. 
Voglio  far  tanto  rumore, 
Che  di  questa  ria  baldanza, 
Contro  chi  non  ha  creanza 
Ben  mi  voglio  vendicar  l 


Fine  deir  allo  I. 


16 


ATTO  SEOOISri>0 

Stanza  come  1'  Atto  I.  —  Prima  scena. 

SCENA  I. 

Romualdo^  Ersilia  e  Leonora,  * 

Neo.       ((  Signor  Dottore,  badi  come  parla: 

«  Io  sono  donna  onesta... 
Rom,      ((  Zitto  là  ;  deggio  pria  ben  liquidare 
((  Che  sine  intelligentia 
((  Là  ti  trovasti  col  Napoletano 
{(  E  poi  r  accesso  avrei  di  questa  mano 
((  Ma  sino  a  che  non  consti  il  si  o  il  no 
((  Dovrai  restare  nello  siaiu  quo 
Ers.  a  (Leo.)  «  Vuol  spacciarsi  di  voi 

((  Con  tal  pretesto  —  è  questa  la  sua  mira 
Leo,  (con  rabbia) 

((  Ma  io  ho  tante  protezioni  e  tante 
Rom,       ((  Innanzi  a  me  son  nulle  tutte  quante 
{(  Son  dottor  Laureato, 
«  E  io  solo  avrò  ragione 
((  Giacché  la  turpe  azion  da  voi  commessa 
((  Discioglie  formalmente  ogni  promessa. 
Dichiaro  e  mi  protesto: 
Farò  formare  un  atto 
Che  tutto  annulli  il  testo 
Del  nuzial  contratto 
Se  con  alieno  mascolo 
La  donna  si  trovò. 
Ers.  a  Leo.    Ah  !  ah  !  signor  causidico 
Avete  ben-  dell'asino 
E  credere  un  ridicolo 
Il  Tribunal  vi  può 
Rom.  Signore,  non  corbellino 

Io  son  dottor  ben  franco. 
E  il  nero  sopra  il  bianco 
Ben  mettere  lo  so. 


17 


Ers,  e  Leo,  Signor  dottor  bellissimo 
D' imbrogli  mastro  siete 
Ma  se  la'  vincerete 
Con  femmine  non  so      (escono  tulli) 

SCENA  II. 

Bellina  e  poi  Filandro, 

Bel,       Una  novella  astuzia    {esce  pensosa) 

Bisogna  ritrovar 
FU,  (  Cìilr anelo  con  ima  lellera  in  mano) 
Gara  Bellina 
Perduti  siam  —  leggete 
Ciò  che  il  Napoletano  andando  via 
Come  una  belva,  or  ora 
M' incaricò  di  consegnarvi 

(le  dà  il  foglio) 
Bel,  (lo  prende  e  legge)  ((  Donna  ! 

«  Qui  mi  si  vuol  burlare^  ma,  sentite, 
((  Se  tra  mezz'ora  voi  non  mi  sposate, 
({  Col  mio  contratto  in  man  farò  citare 
({  Voi,  la  governatrice, 
((  L'eredità,  Filandro,  il  testamento, 
((  Il  tutore,  il  pupillo 

«  Ed  anche  il  morto,  se  mi  salta  il  grillo  l 
FU.        Ascoltaste  ? 
Bel,  (pensosa)  Ascoltai 
FU,  A  favor  suo 

Milita  la  ragione  —  io  v'ho  perduta  ! 

(per  andarsene) 
Bel,        Ahimè  !  partite  ?  e  dove  andate  ? 
FU.  Corro 
Ad  arrollarmi  in  qualche  reggim.ento 
A  pugnare...  e  a  morire  1 
Bel,  Ebbene  !  anch'io 

Rinunzio  alla  mia  dote 
Senza  dare  un  sospiro. 
E  vo  a  finire  i  giorni  in  un  ritiro 

5 


18 

FU.        Ah  !  Bellina  !  che  sento  ? 

Voi  in  ritiro  ? 
BeL  E  voi  al  roggimenlo  ? 

A  2.  Da  palpito  atroce 

Mi  sento  assalir 

Mi  manca  la  voce 

Non  posso  partir. 
BeL  iVdesso  comprendo 

La  forza  d'amore  ! 
FìL  Adesso  il  mio  core 

Sa  cosa  ò  soffrir  1 
Bel.  Partito  non  siete  ? 

FU,  Oui  ancora  restate  ? 

A  2,  Che  prim^  partiate 

Io  sto  ad  aspettar. 
BeL  Da  bravo 

FiL  Da  brava! 

Bel,  Coraggio 
FiL  Su  ardire  !... 

(s' incaminano  per  diversi  lati  ma  a  un  tratto  rilornano 
ambedue  lentamente) 
A  2,  Mi  sento  morire 

Ma  deggio  restar!.. 

SCENA  HI. 

Ersilia  e  detti. 

Ers.        Allegri  !  allegri  ! 

BeL  Che  c'ò  mai  ? 

Ers.  Leonora 
Con  quel  suo  protettore,  il  generale 
Venuto  con  la  moglie  ad  abitare 
In  questa  villa  e  che  per  voi  s'impegna, 
Pensò  farvi  eseguire  ora  due  scene 
Che  avran  per  scioglimento  il  vostro  imene 

Bel.        E  (la  ver? 

FiL  Come  mai  ? 

Ers.        Ella  v'attende...  tempo  non  perdete 


19 


E  che  dovrete  far  tosto  saprete 

(escono) 

SCENA  IV. 

Giampaolo  e  Romualdo  dal  fondo  dialogando 
e  detti. 

Bom.        Ma  ascoltami... 

Già.  Va  al  diavolo!... 

Con  le  tue  gherminelle  avvocatesche 

D'invilupparmi  cerchi 

E  far  che  io  sposi  la  governatrice  ! 
Hom,       La  dei  sposare,  dopo 

Il  fatto  di  ieri  sera  !.. 
Già.  Va  ch'io  voglio 

Solo  Bellina!.,  (alzando  la  voce) 
fìom.  E  questo  è  un  altro  scoglio 

Bellina  non  ti  vuole. 
Già.  Non  importa 

lìom.       Non  importa  ?..  un  momento 

Non  è  questo  di  Baldo  il  sentimento  ! 

10  son  dottor  di  legge 
F  son  dei  scrupolosi 
Ma  son  d'opinione 
Trattandosi  di  sposi 

Che  in  'primis  nelTunione 
S'ha  al  genio  da  guardar, 
E  vero  che  spessissimo 

11  genio  è  sedatore 

E  al  genio  sol  chi  attaccasi 
Commette  un  grosso  errore 
Ma  io  son  persuaso 
Che  voi  non  siete  al  caso. 
Capitemi...  intendetemi 
É  chiaro  il  mio  parlar. 


20 

SCENA  V. 

Leonora  e  de  Ili, 


Leo.       Ah!...  Dottor!...  Giampaolo!  oh!  che  sventura 

Già.       Che  fu  ? 

Rom»  Parla. 

Leo,  La  nostra 

Bellina,  disperata... 
Già.  e  liom.       Ebbene  ? 

Leo.  Con  Filandro...  ahimè!  è  scappala! 

Rom.       Che  ! 

Già.  Scappata  la  sposa! 

Rom.  Su  ir  istante 

Facciam  per  la  città  perquisizione. 
Giaììi.     Voglio  che  nasca  un'insurrezione. 

{menlre  s'avviano  in  freila  viene) 


SCENA  VI. 

Ersilia,  e  detti. 

Ers,       Ah  !  signori...  un  furente  uffiziale 
Con  un  palmo  di  baffi 
Viene  qui  con  soldati 
Di  schioppi  e  sciable  armati. 

lìuìn.       Un  uffiziale  ! 

Già.        Che  altra  storia  adesso  ! 

Rom»       E  che  vuole  ? 

Ers.       Chiedetelo  a  lui  stesso 

(esce  con  Leonora). 

SCENA  VII. 

Filandro  da  uffiziale  ungherese 
seiifuito  da  soldati  e  detti. 

FiL        (affettando  pronunzia  straniera) 
Una  pessime  priccone 


Vo  cercando  dove  sta 
Allo  sparo  del  cannone 
Questa  casa  in  terra  andrà 
Ah  !  mie  truppe,  foche,  foche  ! 
Assaltate,  date  sacche 
(cavando  la  spada)  Ziffe,  zaffe,  ticche,  tacche 
Fate  a  pezze  tutte  qua 
Poveretto  uffìziale 
Frutte  palpile  m'  assale... 
Se  mie  pelle  star  perdute 
Io  morute — sono  già. 
Hum.,       Ma,  capitano  mio,  lei  qui  che  cerca? 
FU.        Une  ragazze  pelle 

Che  appunto  questa  sera 
Mi  doveva  sposar. 
Già.  Ed  è  fuggita  'i 

FiL        Ja,  Ja,  s'è  innammorate  come  pestie 
D'un  giovane  chiamato  Fil.  Filardo  ! 
Pioin.  Già,  Filandro  ! 

FU.  Ja!...  io  vedute  fujamente 

E  arrirate  pirpante  giovinette 
L'ho  tosto  imprigionate 
Ma  furba  sposa  mia  nix  più  trofato 

Rom.       Ma  qual  Filanrìro  ? 

FiL         ^  Quelle 
Che  state  scritturarle  in  questa  casa 

Hoin.       Egli  è  desso  ! 

Già.  Sappiate 

Che  avere  anche  rubate  moglie  mia 

FiL        Ja  ? 

Già,       Ja,  e  se  non  scannate  il  furibondo 

Costui  ruba  le  mogli  a  mezzo  mondo! 
FU.        Per  ora  io  voglio  mie  ragazze.  Vista 

L'ho  in  queste  case  entrare 

K  se  qui  non  trofate 

Passare  tutti  quanti  e  fìl  di  spale  (enlra) 
lìom.       Dottor  perduto  sei  ! 

Già,        Scappa,  scappa...  (mentre  vanno  per  fugg 


22 


SCENA  Vili. 

Bdli/ia  da  ungherese  e  detti  — •  seguita 
da  soldati. 

lìoih.       Chi  vedo  ! 

Già,  E  chi  è  costei  ? 

Bel.        Ah  !  signori  il  caro  amante 

M'ha  tradute,  ah  rio  pirpante! 

Ed  a  colpi  di  pistole 

lo  mi  voglio  vendicar 

AUo7u\  fatti  e  non  parole 

Preste  sciable  qui  cacciate 

E  a  me  appresse  su  maiciate 

A  gran  passo  militar 

Maisciozzine  disgraziale 

Se  tuo  amante  non  trovate 

Chi  potute  consolar  ? 
Ro7iì.      Ah  !  capisco  !..  la  raoghe 

Del  mustacchion  quest'è!  {piano  a  Giani.) 
Bel.  Dite  prestissime 

Dov'è  mio  capitane  ? 

Feduto  qui  venire,  e  qui  lo  voglio 
Già.       Ma  non  è  lei  fuggita  con  Filandro  ? 
Bel.  ^       Grand'asine  tu  state. 

Già.  Mille  grazie.. 

Bel.        Capitane  è  priccone  !  prima  fatte 

Amore  con  ragazze 

Che  si  ciama  Belline 

Mi  afferrate  costei 

E  serrate  in  mia  casa,  e  per  dispetto 

Fatte  amor  con  Filandro 

Capitanie  ha  costui  posto  in  prigione 

E  io  voglio. 
liom.  Adagio  tutto  sarà  salvo 

Promettete  Bellina  consegnarci 

E  noi  lo  sposo  vi  daremo 
Bel,  Ja  ? 

Prometto. 

Già.  E  j'ì,  tei  diamo...  Eccolo  qua. 


23 


SCENA  IX. 

Filandro  e  detti. 

FU.        Tu  qui  perfide!...  {cavando  la  sciabola) 

Ilei.  Aiuto  !... 

Bum.       Signore  ! 

FU.        Nain,  nain,  presto  mazzate 

Donna  infedele,  e  teste  a  me  portate  ! 
bel.        Ah  !  fermate. 
Boni.  Deh  fermate! 

ìiel.        Camerate,  non  taiiale 

Già  svenute,  già  perdute 

Poverine  —  maisciozzine 

Non  trovate  carità. 
Già.        {cercando  d'inlerporsi  e  affettando  la  lÌ7igua  di 

Filandro.) 

Lanze  manze  frinse  munze. 

Linze  sciunze  scolTel  funze 

A  metressa  —  la  cavessa. 

Non  conviene  di  tagliar. 
Honi.       Il  tagliar  non  ò  legale 

È  nn  delitto  capitale 
FU.        Non  ascolto — ho  un  cuor  bestiale. 

Pezze  pezze  voler  far  !.... 
FU.  e  Bel.       (Un'astuzia  più  graziosa 

Non  potevasi  inventar). 
Boni.       Una  lite  strepitosa 

A  quel  grugno  io  vo  intentar. 
Già.        Zitto,  zitto,  o  che  qualcosa 

Quel  briccon  ci  può  tagliar! 
FIt.        Che  ne  dite  ? 
Bd.  Che  ho  da  far? 

Giam,  e  Rom.  Io  vi  direi  sposate  adesso 

E  trinchevaine  andate  a  far. 
Già,  eRorn,      Da  te  consente  ?       (a  Rem.) 
Bom.  Io,  si,  signore! 

FU.  e  Bel,        Da  te  permesse  ?        {a  Giani.) 
Già.  Con  tutto  il  core 


E  figli  maschi  in  quantità. 
FU,  e  BeL       E  testimoni  tutti  siateci  qua. 
Quando  l'amore 
Console  un  core 
Fraile  pelline 
Allecre  star. 
Feste  facciamo 
Ja,  belle  figlie  ! 
Vogliam  bottiglie 
Sempre  votar. 
Già.  e  Rom,       Quando  Tamore  ecc.  ecc. 
FiL  e  BeL         (Oh!  che  sciocchi!  che  gran  matti! 

Si  son  fatti  corbellar  !) 
Già.  e  Bom.  (Fatto  è  il  colpo  presto  andiamo. 
Vinto  abbiamo  in  verità). 

Fine  della  Parte  Prima. 


SECONDA  PARTE 

Una  terrazza  vagamente  illuminata  da  cui  si  scorge  Ivonid 
a  lume  di  luna. 

In  fondo  istrumenti  musicali  fra  i  quali  un  violoncello. 

SCENA  PRIMA 

Giampaolo  ed  il  Dottore  dalla  destra. 

Giam.  Senti,  Dottor,  mentre  aspettando  stiamo 
Questi  sposi  ungheresi  che  alla  festa 
Ci  hanno  invitati,  e  ormai  siamo  sicuri 
Della  Bellina,  accetta  un  mio  consiglio. 
Non  pensar  piij  a  colei. 
Tu  stagionato  sei  — ■  Odi  un  mottetto 
Che  Papà  mi  cantava. 
Fra  gl'istrumenti  qui  c'è  un  violoncello. 
Stammi  a  sentire  che  il  mottetto  è  bello 


25 


Le  ragazze  che  son  di  vent'  anni 
Sono  piene  di  trappole  e  inganni, 
E  se  r  uomo  è  maturo  d'  età 
Senti  a  me...  con  lo  zucheie  za 
(iìnilando  il  suono  del  violoncello) 
Perde  il  capo  e  trai  matti  sen  va! 

Se  una  bella  ti  fa  una  smorfìetta 
Alla  larga  :  non  darle  mai  retta 
Ghè  col  giovane  sai  che  ti  fa? 
Alle  spalle  beffando  ti  va 
Se  sei  ricco,  e  covrirla  puoi  d'  oro 
Ti  dirà  vago  mio,  mio  tesoro. 
Ma  se  un  terzo  di  te  più  le  da 
Senti  a  me  con  lo  zucheie  za 
L'uscio  in  faccia  serrarti  saprà. 

L'uom  maturo  che  vuoisi  ammogliare 
Non  si  lasci  dal  diavol  tentare  : 
Chè  se  giovine  sposa  torrà. 
Senti  a  me...  collo  Zuchete  zà 
Ei  del  cervo  il  destino  s'  avrà. 


SCENA  li. 

Suonatori  che  occupano  il  fondo  della  scena.  Filandro  e 
Bellina  ancora  in  abiti  ungheresi  a  braccetto.  Indi  tutti 
come  verranno  indicati. 

i?om.  Signori  e  padroni  (a  FU.  e  Bel.) 

Con  vostra  licenza 

Vi  fa  riverenza 

S'  inchina  il  dottor 
Leo.  Oh!  quanto  mi  è  cara  {a  FiL  e  Bel.) 

La  vostra  presenza 

Dov'è  sua  Eccellenza 

Il  mio  protettor  ? 
Giani.  Amor  vi  fecondi 

Mia  bella  signora 

E  un  ussaro  all'  ora 

Possiate  figliar. 
FiL  e  Bel,    Ja,  ja  brave  gente 


26 

Con  vostre  persone 

La  nostra  unione 

Volute  onorar! 
j^Vò'.  Entrambi  vi  possa 

Amor  consolar  ! 
Tulli         Con  giubilo  e  festa 

Su  lieti  cantiamo 

E  tutti  in  tempesta 

Vogliamo  ballar  ! 
Boni,  Signori,  adagio  un  poco 

Si  balla  a  tempo  e  loco 

Per  ora  i  prigionieri 

Ci  avete  a  consegnar! 
Giam,  Mi  par  che  sia  giustizia  : 

Ogni  promessa  è  debito  : 

Filandro  con  Bellina 

Ci  avete  a  consegnar 
BeL  Bellina,  io  son,  vedete! 

(scotrcndosì) 
FU,  Filandro,  io  son,  guardate 

(idem) 

A,  2,  Vogliate  o  non  vogliate 

Noi  sposi  siamo  già 
{ìlom.  e  Già,  rimangono  come  fulminali) 
Bom»  Ah!  Filandro  scellerato! 

Giam,  Ah!  sposina  maledetta 

Bom,  Presto^  presto  una  staffetta 

Che  fuggir  di  qui  men  vo 
Giam,  Via,  Bellina  e  sposa  a  quello: 

Più  non  vale  il  testamento 

Straccia,  straccia  l' istrumento 

Tutta  è  sua  1'  eredità. 
Su  per  fare  maggior  festa 

Spedalier,  sposati  questa 

{indica  Leo) 
E  poniam  tutto  in  silenzio 
Per  non  far  di  noi  parlar!... 

Bom.  Che  ho  da  far?  tu  dici  bene  ! 

Che  se  in  chiaro  il  fatto  viene 
Tutta  Roma  riderà 

Tulli  Or  di  giubilo  conviene 


27 


Far  la  villa  risuonar 
Bel.  Un  ballo  russo  olà  suonate  ; 

(ai  suonatori) 
Che  con  Filandro  io  ballerò 
Giam.  Un  ballo  russo  incominciate 

E  voi  movetemi  —  ballate  —  allons! 
(/  Suonatori  eseguono  una  danza  russa.  Bel,  e  FU,  haJiano) 
FU,  Cara!      {durante  la  danza) 

Bel,  Carino  ! 

FU  Bella  ! 

Bel.  Bellino  ! 

FU.  Ah!  eh'  io  già  spiro! 

Bel,  Ah  !  eh'  io  deliro  ! 

A  2,  Ah!  più  resistere 

No,  non  si  può 
Cìiam,  Su  largo  fatemi, 

E  tu  riposati       {a  FU,) 
Ch'  io  con  tua  moglie 
Voglio  ballar. 
{La  danza  è  ripresa  da  Bel,  e  Giani,) 


Bel.  Caro  ! 

GiaìH,  Vezzosa  ! 

Bel,  Bello! 

Giam,  Pastosa  ! 

Bel.  Io  smanio...  oh!  Dio  1 

Giam,  Lasso  son  io  ! 

Tutti.  Evviva  !...  bravi 
In  verità. 


Pien  di  gioja  e  di  contento 
Sento  in  cor  balzarmi  in  petto, 
E  per  segno  di  diletto 

Presto  andiamo  a  giubilar  ! 


F  I  N  E. 


t 

/ 


PREZZO  CENT.  50.